giovedì 22 ottobre 2015

La quarta dimensione

La quarta dimensione. Il dominio del tempo.
Che cosa curiosa tornare nella città natale con alcuni sacchi di questo prezioso elemento sulle spalle.
Mi muovo secondo l'ispirazione per casa e per le vie note e non, come un cane in libera uscita, fiutando, osservando, ascoltando, attento a possibili tracce emozionali, vecchie fotografie, ricordi, piccole bombe pronte ad esplodere.

Alcuni giorni fa sono stato al dipartimento di elettronica e informatica. Ho passeggiato lungo i corridoi, sbirciato in aula studio, mi sono fermato qualche minuto in un aula vuota.
Ho ritrovato i vetri sporchi, i muri spogli, l'odore del gesso misto a sudore, il contatto delle mani con i banchi di legno sempre più segnati, la lunga lavagna nera. Nel silenzio l'aria era ancora carica della vecchia tensione, dell'ansia che si aggrappa allo stomaco. Era tutto lì, incollato alle pareti come un antico incantesimo maligno.
Non sono scappato via. I fantasmi non hanno potere su di me, se non sono io a darglielo.

Ho fatto anche il giro dei parchi. Quanto mi mancava immergermi in questo mare di verde! E il vento fresco che dipinge dei colori dell'autunno le foglie degli alberi. I parchi mi raccontano di storie più serene, mi ci sento a casa, anche se non riconosco i volti delle persone intorno a me. Ci sono molte coppie con bambini, segno concreto che la vita è inarrestabile, nonostante l'inquinamento e la corruzione.
Sono andato a caccia di un parco dove sono stato una volta sola, ma abbastanza per fare l'esperienza di un bacio speciale, perché è stato il primo di una lunga serie. Ma, forse, era un parco di cartapesta, perché non l'ho trovato. Forse è stato inghiottito, o si è trasformato, durante l'evoluzione della città. O forse si è perso in un sogno, chissà.
Il profumo dei gelsi, nemmeno quello mi ricordavo.
Mi ricordo invece di lunghe serate estive in Prato, dolci e amare, al rumore dei bonghi. Immutata è la magia remota della Specola, silenzioso guardiano di Altri Tempi.
Assaggio goloso con i piedi nudi il tepore di questi giorni di sole, finché ce n'è.
M'incanto a guardare le foglie ingiallite correre per strada.

venerdì 27 gennaio 2012

e i viaggi (con un minimo di avventura)

Nicola Bertin nasce, avventurosamene parlando, nell'estate del 1991 quando, seguendo l'impulso del Martin, si imbarca nell'impresa che segnerà per sempre il suo rapporto con l'Avventura: Il giro della Corsica in bicicletta. 18 giorni di fatica, di sole, di mare, di paesaggi mozzafiato, di pasta scotta senza sale, di discese a rotta di collo e salite stringendo i denti, che spero di avere un giorno il tempo di raccontare.

Dopo questo felice preludio il nostro rinnega la ricerca dell'avventura per dedicarsi inutilmente a quella dell' altra metà del cielo. Vengono quindi battute le spiagge di mezza europa, Jesolo, Rimini, Barcellona, Parenzo, fino a quando nel marzo 1997, nella natia Padova, non comincia la storia con Fabiola. Appagato nella carne, ma tarpato nelle ali dello spirito, seguono una serie di simpatiche vacanze marine (Jesolo, Croazia, Toscana, Marche, Puglia) fino al 2000, quando la storia finisce.
Degni di nota sono nel 1993 il campeggio libero a Bibione con Asto, Paolo, Gianlu e Cecca, e il ritorno avventuroso dal primo viaggio a Barcellona con il Martin e mio fratello.

Con il cuore e lo spirito liberi il 2001 è un anno esplosivo: si parte con il Capodanno a Praga, con Asto e Frenk, Gianlu e Laura e il fido Martin. Si passa poi allo sportivissimo weekend al Parco dell'Orecchiella in Garfagnana con il Martin, il Petroz e il Cayman (vedi
Noi, uomini duri (Garfagnana 2001) ). C'è poi il Fandango sopra il lago di Como, assolutamente da ricordare, con Olo, Cayman e il Martin. In estate, con Asto(n) Martin e il Jaguar Team i 4000 km nel Nord della Francia (vedi Cesso Team, il ritorno (Bretagna e Normandia 2001) ).

Il 2002 è un anno importante, dopo 9 anni di studio, lavoro, gruppi e animazioni varie finalmente arriva la laurea. Un occasione buona per mettersi finalmente a imparare l'inglese (vedi Celtic Cesso Team: the animal farm (Irlanda 2002) ).
Come premio poi per la laurea, ma anche per sfuggire all'angoscia del non-lavoro, all'inizio del 2003 c'è poi il famoso viaggio in Costarica con il Petroz (vedi e il Costarica (gennaio - febbraio 2003) ), che segna sicuramente un passaggio importante.
L'estate poi, con il lavoro appena trovato e gli ultimi soldi prelevati dal conto in banca appena chiuso c'è, sull'onda nella nostalgia della Corsica, in viaggio in solitaria in Sardegna, ancora in bici (vedi e la Sardegna in bici (Agosto 2003) ).

Il 2004 è l'anno di una nuova storia, dalla cena del corso d'inglese compare Ingrid, che però, facendo il medico, lascia - apparentemente - spazio al nostro eroe. L'estate, insieme a Gianlu, Riccio e Raffa, il nostro va in moto a trovare Andreas ad Atene, avendo così modo di assistere alle Olimpiadi e a diversi spettacoli del panorama greco.
Nostalgico del Costarica e con la donna senza ferie, il nostro ne approfitta per fare un giretto in Madagascar con il Petroz e il Martin (vedi e il Madagascar (Capodanno 2005) )
Alla fine di giugno è ancora tempo di Sardegna con Ingrid, stavolta a cavallo della mitica KLE 500.

Nel 2006 l'amore porta il nostro per la prima volta in Sicilia in compagnia di Simone. Il 2007 si riparte in moto con Daniela destinazione Francia, Avignone, Provenza, Costa azzurra, Gorge du Verdon.
Il 2008 è l'anno del cambiamento, dopo l'incidente in moto la Red Donkey porta Daniela e il nostro in Croazia, Montenegro e infine la spiritualità di Medjugorje.

Il 2009 è un anno di sofferenza, di preparazione e di lavoro interiore di fronte alle enormi sfide che lo aspettano. Il 2010 infatti il mitico, accompagnato prima da Mauro e Matteo, e poi dai fratelli, mette sotto le ruote della Red Donkey quasi 20.000 km, dall'Italia fino alla Mongolia e ritorno, ne il Mongol rally 2010.

Da questa esperienza incredibile, durissima e fantasmagorica il nostro prende la decisione di affrontare l'avventura delle avventure. Lascia casa, lavoro e amici e parte da solo con un biglietto di sola andata per la Nuova Zelanda.
Dopo 3 mesi è il momento di spostarsi in Australia e poi verso il Sud Est Asiatico per un anno esatto di mirabolanti avventure che lo porteranno a trovare sistemazione sull'isola di Tenerife. La sistemazione diventa residenza durante la quale il nostro coglie l'occasione di visitare buona parte della Spagna fino al fatidico incontro con il libro di Arnold Mindell Essere nel Fuoco che lo porteranno in giro per ecovillaggi e comunità per imparare l'arte della Facilitazione. Infine il ritorno in Italia, per frequentare la scuola di Arte del Processo e Democrazia Profonda.