e la Sardegna in bici (Agosto 2003)

Da molto tempo ormai BOEEEERDIN (l'emerito Sig. Nicola Bertin) non rilascia interviste sulle sue attività.
Eppure queste procedono.
Ma, proprio come Paperinik, il nostro ha una seconda vita da proteggere, una facciata Paperinesca da conservare e portare avanti.
Intanto l'aura di mistero e leggenda continua ad estendersi ed io, in seguito alla calorosa richiesta dei fans più appassionati, mi accingo all'immeritato compito di narrarne le gesta.
Pensando di fare cosa gradita, ho chiesto e ottenuto il permesso di rendere noto il contenuto di parte del diario dell'ultima impresa, senza filtri e correzioni Sarà necessaria qualche precisazione, ma non voglio indugiare oltre. Segnalo soltanto che l'11 agosto, giorno dello sbarco del BOEEEERDIN a Olbia per la traversata Olbia-Muntiggioni, è stato indicato come il giorno con la temperatura media (in Italia) più alta del secolo.


Viareggio, 9 agosto 2003 sabato mattina

Epico BOEEEERDIN. Certe volte mi domando: ma chi sono? Per la moto non c'è stato nulla da fare. D'altra parte, forse non sarei andato un Sardegna, ammesso che riesca ad arrivarci Lo scooter mi sarebbe piaciuto, mi sembra molto vicino al mio stile, è molto relax. Ma il fratre non è stato d'accordo, così, di corsa, sistemazione della bici, prenotazione traghetto, treno e poi via.

Sono partito piuttosto nervoso, un po' per le rotture di coglioni dei mezzi, un po' per i mezzi pacchi tirati qua, un po' per mia madre, la Chiara... Insomma son partito ieri con il treno delle 11.32, cambio a Bologna, cambio a Prato, Lucca alle 16. Mentre le colline toscane sfrecciavano dal finestrino, un demone di nome libertà mi galoppava dentro, ed era bello, uno spettacolo maestoso, uno stallone che volava sulla battigia.

Ho fatto un giro per il centro di Lucca, molto bella, qualche ragazza carina, poi sono uscito direzione Viareggio. Un po' fuori ho trovato un alimentari, ho fatto un po' di spesa, mi sono fermato a chiacchierare, mi hanno indicato una strada che non finiva più vicino al lago di Massaciuccoli. Carina però, diverse troie lunga la strada (notevoli, aggiungerei) che prestavano servizio nei campi. La salita ha avuto un che di drammatico. Un po' la bici, un po' il carico, un po' il fuori forma, non si va su e ho deciso che in Sardegna i tratti di salita li farò a piedi.

Sono arrivato alle 19.10 al Camping Europa a Torri del Lago, ed ero già cotto da un po'. Le gambe piene di acido, probabilmente disidratato, dato che ho pisciato pochissimo pur bevendo l'impossibile. Piantato tenda e qualche chiacchiera coi vicini, lo stomaco ancora contratto, qualche giretto e poi a nanna.

Stamane sono venuto a Viareggio, sono andato all'APT a recuperare una mappa e poi in via S. Carlo Borromeo 20 dalla Francesca Caimi. Scroccato colazione, crostata + orzata e carica batterie. Lei ha un po' di gastrite, porella. Ora sono qui al Parco, ho riposato e ora scrivo. Già da ieri notavo questa cosa: che son tranquillo. Nessuna euforia, né senso di meraviglia o solitudine. Mi sento come al solito. Forse significa che in un certo senso vivo già da solo, comunque per conto mio, mi manca l'indipendenza economica, che dovrebbe essere quasi acquisita, e un po' di savoir faire, e chissà se lo acquisterò mai.



Porto di Livorno, 10 agosto sera

BOEEEERDIN osserva il traghetto scaricare infinite vetture e nota con soddisfazione che tra chi scende e chi sale c'è solo una bici: la sua. Intanto emana tutto il suo fascino dovuto alla giornata in bici sotto la candela e sospira pensando a cosa l'aspetta domani, pregustando di bestia una ricca doccia in fondo alla giornata.

Ieri giornata a Viareggio, mare con figone e cena scroccata dalla Francesca. Serata carina. Oggi sbaracco e scarrozzata fino a Livorno, gelato acqua e cracker. Insomma, oggi stomaco leggerino. Mi sono appena fatto un paio di pomodori pagati a caro prezzo ieri. Ho anche una "piacevole" scoperta: sono finito sulla nave sbagliata. La mia partiva alle 20, questa è quella delle 22. Per fortuna non mi hanno controllato il biglietto. Sono entrato sparato con la bici e nessuno mi ha chiesto niente. Devo dire il vero che mi sto un po' rompendo di starmene per i cazzi miei. Ma se le cose non mi vengono subito, non vengono. Cazzo!




Casa di Lisa - Maritza - Sorso, 19 agosto martedì sera

Finalmente una bella stellata. Stanotte ha piovuto un po' e si è rinfrescato. Mi sorprendo a pensare di come sia riuscito ad attraversare - letteralmente - mari e monti senza difficoltà e sia bastata l'aria condizionata dell'auto a mettermi in crisi. La traversata Olbia-Muntiggioni resterà senz'altro epica. Più o meno 90 km, ma chi può dirlo, di continue salite e discese, per un dislivello totale secondo me di oltre 2000 metri, con quella bici (city-bike scassatella con unica corona grande), carico come un mulo, da solo, senza allenamento, con le riserve energetiche dei miseri pasti dei giorni precedenti, con il caldo record di questi giorni... contro tutto e tutti, mitico, mitico BOEEEERDIN.

Sul traghetto ho conosciuto due tipe carine di Faenza, che andavano a Palau a fare strage di cuori. Sbarcato alle 9, sono un po' uscito dal paese e poi mi sono fermato a fare colazione veloce, brioche e tè, nervoso per l'impresa imminente.

Dopo pochi km la strada comincia a salire e a un certo punto la bici non va più su. BOEEEERDIN non si demoralizza, si toglie la maglietta a va su a piedi.
Sarà così per la maggior parte delle due ore successive in cui la strada si inerpica per i monti, fino a che si ferma per una sosta tattica al circolo di qualcosa in mezzo al niente sotto Monte Pino. Bibita, ghiacciolo, acqua e chiacchierata con gli avventori, che gli consigliano una certa strada che taglia Tempio passando per Luras. Ristorato dalla bevande e dalla buona compagnia il BOEEEERDIN riparte giulivo. Compaiono le prime discese ma non cessano le salite.
BOEEEERDIN passa lentissimamente e sogghignante accanto a un'auto rimasta in panne per il troppo caldo. La strada si addentra sempre più profondamente nel cuore della Sardegna, le abitazioni (sembra impossibile) ma si fanno ancora più rade. Verso mezzogiorno e mezzo l'ennesima salita sotto il sole fanno ripiegare il BOEEEERDIN per una sosta tattica sotto l'unico albero sulla strada. Qui, rendendosi conto di trovarsi ancora a metà strada da Tempio, e quindi a meno di un terzo del viaggio, di aver bestemmiato in tutte le lingue contro tutte le salite del mondo e le bici che non vanno su, di trovarsi a km dal più vicino essere umano, del caldo sovrumano che lo fanno sentire un po' al limite delle forze, il BOEEEERDIN comincia a cogliere la dimensione dell'impresa e ha un attimo di sbandamento. Ma la valutazione delle contromisure ai possibili inconvenienti del viaggio è positiva, e BOEEEERDIN si rasserena subito, anche perché fa affidamento alla sua proverbiale tenacia. Mangia due pacchetti di crackers, beve e si rilassa fino ad addormentarsi.
Riparte con prudenza, deciso ad amministrare le energie. Lungo la strada trova una fontana che lo rigenera, e alcuni avventori che lo incoraggiano e gli indicano la strada per Luras. BOEEEERDIN riparte baldanzoso ma la salita dura e il caldo si fanno sentire, così dopo un po' è costretto a un'altra sosta tattica sotto un albero, dove mangia, beve, riposa.
Già però si vede dall'altra parte della valle il paese di Calangianus, Tempio non può essere molto lontano. Riparte e la salita continua a essere dura, ma lungo la strada trova un fontana dall'acqua fredda e deliziosa, che lo rigenerano un po'. Luras è ormai a un chilometro. Vi si getta con foga chiedendo però informazioni ai locali. Questi gli consigliano di tornare indietro verso Tempio e il BOEEEERDIN felice si impegna su quelle che crede essere le ultime salite.
Sono ormai le cinque del pomeriggio quando siede nel primo bar di Tempio a rifocillarsi. Il nostro è esausto e ritiene senza ombra di dubbio che non affronterà più alcuna salita oltre Tempio. Si confida con il titolare che sgretola in una risata le sue illusioni sulla fine delle salite. "Ma come" afferma il BOEEEERDIN "Tempio doveva essere la vetta!" Ed infatti è così, ma il barista recita a memoria un rosario di discese e salite. La meta è ancora distante. Il BOEEEERDIN valuta la situazione. Il tramonto non è lontano, e forse non è possibile giungere a destinazione prima che faccia buio, ma ci sono viveri e liquidi a sufficienza per passare la notte in qualche campo. Però il BOEEEERDIN non può esimersi dal tentare l'impresa, specie con tutta quella discesa davanti a lui.
Allora si inerpica a piedi per la ripida salita che porta al centro di Tempio e poi si getta giù in direzione di Aggius. Mentre mantiene il controllo del mezzo ed infila con la consueta eleganza curve e tornanti, recupera un po' di energie ma le gambe sono alla frutta e sputa sangue su ogni minima pendenza. Spera solo nella prevalenza delle discese. Aggius viene così passato e faticosamente BOEEEERDIN raggiunge la mitica Valle della Luna.
Qui si concede una ricca sosta contemplativa ed edificante. Il sole non è più feroce come qualche ora prima e sarà il fresco, sarà la meraviglia che invade l'animo del BOEEEERDIN, sarà la determinazione che viene dall'aver affrontato e superato tante difficoltà, in quel momento decide che non si fermerà più prima di essere arrivato. Una nuova vigoria lo assale, le salite abbordabili vengono superate tranquillamente in sella, e cala con il tramonto un'atmosfera di lucida serenità, non conta più la strada, la distanza, la salita, c'è la consapevolezza quasi divina che niente di tutto questo lo può fermare. Finalmente vede il mare e si getta sulle tanto agognate decise discese.
Sotto il cartello Badesi chiama l'Angela, che non risponde. "Dove cazzo è andata?" Si rigetta sulla discesa, quando lei lo richiama, avendo notato le 3 chiamate senza risposta. "Siamo a fare la spesa. Ce la fai ancora un po'? Siamo a Muntiggioni..." Come no, ho fatto poca strada finora... Eroico, il nostro entra in centro a Badesi e cerca informazioni sul posto. BOEEEERDIN attacca di nuovo la salita. Conoscendo le pollastre, si ferma a Tozza al bar, a bere qualcosa. Quando riparte, a 400 metri dalla meta, strombazzano inutilmente, offrendosi di portare qualcosa. Ovviamente il nostro giunge in solitario e deciso fino alla porta di casa.



Porto di Porto Torres, 20 agosto tramonto

Tosse e raffreddore. E ho anche dimenticato lo Zerinol da qualche parte. E mi hanno trombato 62 euro e rotti per questo traghetto Tirrenia.

..Sniff, sniff... mi commuovo sempre di fronte alle gesta epiche del nostro, ai suoi pensieri alti e nobili, al suo stile aulico e ricercato eccetera, eccetera.
Per completezza volevo riassumere le tappe dell'impresa.
Partito da Padova in treno venerdì 8 agosto, BOEEEERDIN arriva a Lucca nel pomeriggio. Da qui in bici fino a Viareggio, dove giunge la sera.
Riposa ivi il sabato, trasudando l'atmosfera godereccia del luogo, e la domenica riparte in bici per Livorno, dove si imbarca per Olbia.
Sbarca sull'isola l'11 mattina, e l'attraversa eroicamente su e giù per i monti fino a Muntiggioni, presso Trinità d'Agultu. Qui ha soggiorna dall'Angela per qualche giorno, durante i quali visita le località più interessanti della costa smeralda e di costa paradiso.
Domenica 17 riparte in bici per Maritza, presso Sorso, a 20km da Porto Torres, dove è ospite di Lisa fino al 20, quando raggiunge Porto Torres e si imbarca per Genova.
Giunge il giorno seguente sul continente e di qui, in treno, fino a Padova via Milano.

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