Celtic Cesso Team: the animal farm (Irlanda 2002)

Prologo
The Animal Farm
The Sugrue Family
Le distanze
La scuola
Gli studenti
Kate
Le escursioni
Caherciveen e dintorni
Drag Hunt
Guinness - The Irish beer

Un viaggio può voler dire tante cose, e si può viaggiare in tanti modi diversi.
A me piace lasciarmi tutto alle spalle e calarmi completamente nella realtà che sto vivendo, come se non avessi conosciuto niente prima.
Sarà per questo che quando parto non tornerei più indietro ?
E' dalla mia prima avventura, il giro della Corsica in bici nell'estate dei miei 17 anni, con il Martin, Giovanni e Michael, che si ripete questa esperienza. Quando giunge il momento di tornare, il cuore protesta con disinibita violenza, ti urla in faccia il suo desiderio di proseguire, di non fermarsi, di continuare a braccare una tiepida, impalpabile traccia.
E allora, come ci eravamo lasciati l'anno scorso, ricomincia la discussione sul concetto di "casa", e sulla vita "vera", quella che uno ritrova alla fine delle vacanze, sul tram-tram, sul quotidiano... E sulle scelte che uno fa.
In fondo, io credo poco nel destino, credo invece nella possibilità e capacità dell'individuo di scegliersi la propria vita, anche quando scegliere sembra impossibile, e quando lo si fa si prendono le decisioni più facili e più comode.
Forse a molti va bene così, ma credo che la sottospecie inquieta del Cesso Team, e tanti altri, abbiano la necessità di mettersi in gioco completamente, di afferrare saldamente in mano le redini della propria vita e di deciderne la direzione.
Quale che sia poi la direzione non è fondamentale, l'importante è fiutare il vento e scegliere - anche sbagliando - liberamente. Voglio dire che credo sia più importante lo stile con cui si viaggia che il posto in cui si arriva.
Preludio di un'esistenza senza radici ?
Vado al concetto di "casa". C'è una famosa canzone di Jovanotti il cui ritornello recita: "La casa dov'è ? La casa è dove posso stare in pace con te..."
Casa non è un luogo fisico. E' una condizione mentale, un gruppo di persone che si vogliono bene, una famiglia. Dove si vive in pace...
E quindi ? Il Cesso Team non ha ancora raggiunto questa condizione e ne insegue la scia ? Oppure è proprio nell'avventura che realizza questa condizione ?
Ognuno si dia la risposta che crede. Se crede.


La BOEEERDIN Press & Company (Nicola Bertin per Google e i suoi amici) è lieta di presentarvi:


Celtic Cesso Team: the animal farm


Questa avventura è nata in un modo molto semplice. BOEEERDIN aveva deciso di farsi un paio di settimane alla Asana School of English di Caherciveen, Co Kerry, Ireland. ASTO e MARTIN hanno gradito l'idea, così è stato scelto un periodo che andasse bene per tutti e tre, abbiamo contattato via e-mail il director Colm, prenotato i voli e via.

L'aereo è comodo e veloce e, con la Ryanair, il costo è confrontabile con un viaggio in auto + traghetto ottimizzato. Ma è vero viaggio ?
Salire e scendere da scatoloni metallici con le ali, con buchi di culo di finestrini da cui sbirciare frammenti di paesaggio, code interminabili al check-in, aeroporti come zoo di animali a due zampe, asettici e impersonali. Finché esci dall'ultima porta e ti ritrovi catapultato in una realtà diversa, a migliaia di km da dove eri partito. Una sorta di teletrasporto lento, allucinato e allucinante. Che per di più ti obbliga a una vacanza stanziale o comunque a dipendere da altre persone o dai servizi pubblici locali. No Cesso Style. Ma vuoi mettere ?
Purtroppo il viaggio in auto sarebbe durato circa 48 ore, soste escluse, e gli inesorabili impegni cittadini non hanno concesso il margine necessario per qualcosa di questo genere. L'unico ricordo romantico della traversata è il mare di nubi di panna montata che abbiamo incontrato avvicinandoci all'Irlanda. Sospetto che siano agganciate con delle boe al suolo, perché non si sono mai mosse di lì.


Nel momento stesso in cui ho posato piede a terra ho capito il perché della verde Irlanda. I colori sono tutti diversi, accesi, brillanti, un delirio di sfumature di verde. Credo sia dovuto al fatto che lì non è mai completamente estate, né completamente inverno, il tempo congelato in una eterna primavera dove sole e pioggia si rincorrono senza stancarsi.
Il paesaggio è collinoso deciso, non i dolci declivi della maremma, nemmeno le asperità degli Appennini. La vegetazione ricorda molto la Bretagna, d'altra parte è separata dall'Irlanda da un braccio di mare, anzi da una manica... ehm...
Appena fuori dai centri, campagna e milioni e milioni di animali: cows, sheeps, some foxes, rabbits, dogs, some cats, horses, firefoxes, wallpapers.
Queste ultime due specie sono relative ad animali a due zampe dalle caratteristiche particolari. La firefox è un animale estremamente astuto, fa il finto tonto ed ha la peculiarità di dire o fare la cosa sbagliata nel momento sbagliato, tipo fermarsi con la bici e rompere (x sbaglio) il vetro di un'abitazione (e poi scappar via), o mettere due sveglie a un'ora diversa e tutte e due a un'ora sbagliata (BOEEEERDIN ha condiviso la stanza per 10 giorni con un esemplare di questa specie).
Il wallpaper ha la caratteristica di essere quasi invisibile, e di possedere una portentosa capacità di comunicazione. Oltre a e a no, si sospetta che conosca forse altre 10 parole. Comunica quasi esclusivamente con esemplari della sua specie, che curiosamente sono per la maggior parte di sesso femminile. Uno scienziato di fama mondiale, un certo dottor BOEEEERDIN, ritiene che il wallpaper appartenga alla specie 'roja, e sia imparentata con la sottospecie delle ornitologhe. Ma il dibattito è ancora nelle sue fasi preliminari.


Lungo il tragitto in taxi da Cork fino a quel di Caherciveen nei nostri eroi si è compiuta la metamorfosi. Parole, pensieri e perfino espressioni del viso hanno assunto forma anglofona, abbandonando ogni italico residuo. Le loro conversazioni in lingua inglese resteranno leggendarie, e probabilmente faranno letteratura (ma speriamo di no).
Scegliendo tra le accomodazioni disponibili, il BOEEEERDIN è finito in aperta campagna, nella famiglia di John e Phil Sugrue, e dei loro 4 figli maschi (ma porc...). Nonostante la giusta fama di giramondo che lo accompagna, BOEEEERDIN si è trovato in lieve difficoltà nel districarsi tra l'accento locale e la rapidità del parlato. Per fortuna il linguaggio internazionale è sufficiente per esprimere concetti come mangiare, bere, dormire, lavarsi, andare in centro o giocare a biliardo. E comunque la tenacia del nostro eroe, unita alla consuetudine del vivere insieme, ha dato i suoi frutti, anche se due settimane sono davvero poche.
ASTO e il MARTIN sono finiti in una casetta a due piani appena all'inizio del paese, da condividere con una studentessa spagnola, Ona (!!!), e uno degli insegnanti, Paul. Hanno potuto risparmiare sulle spese del corso 70 euros a settimana, ma hanno dovuto arrangiarsi per il vitto. Come sia andata non è dato saperlo, ma di certo non sono tornati patiti. BOEEEERDIN ha invece avuto la possibilità di assaporare la pura cucina irlandese. Breakfast con succo d'arancia, milk e corn flakes, pane dolce con marmellata d'arancia o formaggio, tè, salsicce. Lunch con due sandwich, un dolcetto e un frutto. Dinner alle 18 piatto unico con carne lessa o bollita, patate bollite, patate lesse o fritte, verdura cotta, con ketchup o il solito formaggio spalmabile e da bere latte, coca, aranciata. Alle 21 tè e dolci.
Per finire, rigorosamente Guinness e rigorosamente al Pub (non a casa e soprattutto non a tavola), e rigorosamente (more or less) dopo i 18 anni. Non sto qui a sottolineare il ruolo sociale che ha il Pub nella cultura irlandese, anche se perfino in queste lande dimenticate si cominciano a distinguere i primi segni di globalizzazione. Vi si respira un'atmosfera molto famigliare, e non è inconsueto trovarsi in difficoltà nel distinguere il gestore dagli altri avventori o diventarne intimo dopo poche frequentazioni. Basta una stecca a base di Guinness per diventare un irlandese a tutti gli effetti. Nel caso del BOEEEERDIN, la famiglia intera ha preso a festeggiarlo, nonostante gli avessero appena inculato la bici.

Le distanze. Il concetto di distanza è un po' vago in quei luoghi, nel senso che non tornano quasi mai, sono sempre più lunghe. Sarà che abituati da secoli alle miglia sono stati costretti a passare ai km ? Mah...
Misteriosamente, pochi km si tramutano in ore di camminata, mezz'ore di bici. La prima notte a Caherciveen il BOEEEERDIN si trovava a percorrere dal centro fino a casa Sugrue quella che doveva essere la distanza di un paio di km.
Dopo mezz'ora di cammino per strade buie e deserte della campagna irlandese, cominciava a temere di non riuscire a riconoscere la strada e, soprattutto, la casa, dato che, in una notte senza luna e senza lampioni, a malapena se ne distingueva il profilo (qui non siamo abituati a quel buio e a quel silenzio). Così ha iniziato a correre, e come ai vecchi tempi, il rumore dei passi e il suo respiro ritmato gli tenevano compagnia, rompendo quel tanto che basta il silenzio inquietante che lo circondava. La sua mente ragionava intensamente sui punti di riferimento: il fiume che scorreva placido poco distante, un incrocio ad angolo acuto, il ghiaino abbondante dell'abitazione. Ma il buio è un po' come la morte, il grande parificatore, rende tutto uguale e indistinto; nonostante scorresse il tempo e la strada, la meta sembrava non giungere mai, così che un vago formicolio d'angoscia iniziava a diffondere nelle membra del nostro eroe. Stanco e un po' scoraggiato, ma risoluto a non passare la notte all'addiaccio, l'indomito decideva di bussare alla prima abitazione, nonostante l'ora tarda, e di farsi indicare la strada. Individuata poco lontano una villetta illuminata, vi si dirigeva con passo deciso e non vi dico la sua soddisfazione nel riconoscervi finalmente casa Sugrue. Magico BOEEEERDIN.

La scuola è stata una delle parti più divertenti. Gli insegnanti sono straordinari. Sembrano attori, fanno un sacco di facce buffe e sono davvero in gamba, coinvolgenti e molto divertenti. Lo studente non è mai passivo, partecipa e lo fa volentieri, dato che il clima è di grande serenità e famigliarità. Sarebbe bello importare questo stile, si imparerebbe molto più volentieri, anche se bisogna mettere in conto da parte dello studente una gran voglia di imparare e disponibilità ad ascoltare, che magari non sempre c'è.

E poi ci sono gli studenti. C'è Benoit, timido prof di legge a Tolosa, firefox Agustine, 44enne ingegnere spagnolo (in stanza con il BOEEEERDIN), lo scugnizzo Roberto, Claire the sheep e Justine ed Estelle, cavallerizze francesi, la graziosa giapponesina Yuki, il funambolico ex-giocatore di calcio Daisuke, la sorridente Alessandra, la dark Priscilla, Pippo, rivoluzionario dottore siciliano con famiglia al seguito, Gabriel, il matematico madrileno, e tutte le catalane, la simpaticissima Maria, Ona dallo sguardo sempre allucinato, la caliente Miriam, Amparo, Lola... questo per nominare i primi che mi vengono in mente. C'è il fantasmagorico director Colm, giovane e disponibilissimo, che conosce 4-5 lingue a menadito, gran camminatore e suonatore di piano e chitarra, maestro di yoga, con la moglie Adi e i quattro figli selvaggi.
Poi c'è Kate, questa ragazzina irlandese che ci faceva da guida nelle escursioni, dai grandi occhi chiari e dal viso lentigginoso. Mi sono sorpreso ad osservarla, dopo mezz'ora buona, davanti a una birra al Frank's Corner, indifferente alle sue parole. Ero incantato dai giochi di luce nei suoi occhi, dalle increspature della pelle sul viso a sottolineare espressioni sempre nuove di gioia, o di sorpresa, o di interesse, dinamiche e affascinanti come fiamme di un falò. Non so raccontare bene quello che ho visto. Kate non è la ragazza che ti giri a guardare per strada (o forse sì, ma potresti anche non farlo), però il suo viso è espressivo in modo spettacolare. Probabilmente è stato il mio scarso inglese che mi ha permesso di estraniarmi e cogliere questo aspetto della sua persona. Ancora sono stupito di come un volto possa raccontare tante cose, e rammaricato per tutto quello che mi sono perso finora. Forse si da troppa importanza alle parole.

Le escursioni. Il tempo inclemente ci ha un po' penalizzato da questo punto di vista. In due settimane abbiamo visto una sola volta le stelle, un tramonto e solo due volte il sole per qualche ora di seguito. Nemmeno abbiamo beccato chissà che acquazzoni. Spesso cade una pioggerellina sottile e un po' fastidiosa, ma dopo che ci hai fatto l'abitudine, non te ne accorgi più.
Dalla finestra della mia cameretta avrei potuto vedere un colle, se una nuvola non ci abitasse sopra quasi tutto il tempo dell'anno. Così restavo mezz'ore a osservarne la base, sospettandone il profilo e immaginando storie di folletti, elfi e druidi. Il fascino di questa terra è anche questo, nel mistero incombente tra le brughiere, protetto da muri di nebbia, incendiato da assordanti silenzi. E' facile immaginare come un cavaliere in armatura possa materializzarsi nella bruma, o una silfide sbucare all'improvviso dagli alberi. In verità sono un po' deluso di non aver colto nemmeno una visione. Forse è da questa necessità che nascono le leggende. La strada che mi portava a casa era adatta a queste riflessioni, specie in quel tratto di un paio di km in cui bordeggiava il fiume da un lato, e campi a perdita d'occhio dall'altro, mentre sullo sfondo colli cinti da nubi sorvegliavano le abitazioni lontane. La notte mi lanciavo in bici a tutta velocità, indovinando il profilo della carreggiata all'ultimo secondo, provando il brivido speciale di chi sfida l'ignoto. Ma quel che più amavo era il crepuscolo, quando il cielo si ricopriva di sfumature d'azzurro, blu, blu scuro, il fiume si tingeva d'argento, si accendevano le luci lontane del paese e la vita intera sembrava rallentare, il silenzio diventava più profondo, l'aria più fresca, mentre uomini e animali stavano ormai quieti nelle loro case. Allora una dolcissima atmosfera di pace calava tutta intorno e mi sentivo strano, mi sentivo come ridere dentro...


Caherciveen è un paese di 4000 anime, distribuite perlopiù nelle abitazioni lungo la strada principale. C'è una bella chiesa gotica, il post-tourist office, che è il luogo di ritrovo, 14 pub, una discoteca, un certo numero di negozi, soprattutto alimentari e macellai, qualche ristorante, perfino un cinese, la scuola. Le case sono tutte a due o qualche volta a tre piani, color pastello, rosse, gialle, verdi, azzurre, rosa. A qualche km c'è il mare, ed è perciò che qualche turista si avventura fino a queste lande. C'è una quantità di isole praticamente incontaminate da raggiungere e visitare.
A un'ora di battello si trovano le Skellig Rock, due coni gelato piantati nell'oceano che neanche le capre. Il viaggio di andata non è stato certo uno dei migliori. Approfittando di questo fatto, qualche falco tiratore del Cesso Team maliziosamente afferma, mentendo, di aver visto il BOEEEERDIN diventare prima bianco, poi verde, e poi rigettare nell'oceano parte della sua sostanziosa colazione. Come si può credere una cosa del genere ? Dove andremo a finire, dico io, se cominciamo a dubitare dell'ineffabilità del BOEEEERDIN ? Bruceremo tutte le immagini di Babbo Natale e al suo posto metteremo Papà McDonald, che già secondo la TV i bambini rincoglioniscono davanti a un orologio, aspettando l'ora di andare a mangiare un merdoso hamburger in quel luogo di perdizione (mi vengono i penotti quando vedo quello spot). E dopo cosa ci aspetta ? Bush che per ottenere energia pulita metterà tanti bambini africani (che tanto non fanno un cazzo) a pedalare su delle cyclette per mandare avanti una centrale elettrica ? No signori, non toccatemi il BOEEEERDIN. Comunque sia andata su quella barca, resta il fatto, vero e inoppugnabile, che il BOEEEERDIN ha sopportato qualunque lieve malessere con incredibile dignità, senza mai lamentarsi o emettere un fiato. Chiaro ?
Le Skellig Rock, dicevo. In cima alla più grande alcuni monaci pazzi hanno costruito qualche centinaia di anni fa un monastero (non c'è nemmeno una fontana: solo acqua piovana...). L'altra è parco naturale. Da lontano sembrava ricoperta di neve e invece si trattava di un numero spropositato di uccelli tipo gabbiani, puffin, ma per saperne di più ci sarebbe voluto il PETRUZ, o qualche ornitologa. Comunque davvero uno spettacolo maestoso e selvaggio, specie quando le nuvole si alzano un po'.
Abbiamo visitato Tralee, un paesotto molto turistico con un interessante museo sulla storia dei Celti, con una mostra su Antartica, la conquista del polo Sud, e una ricostruzione automatizzata di un paese medioevale.
C'è stato il giro con Kate a Beginnis Island, dove il Cesso Team al completo e Gabriel si sono tuffati nelle acque gelide dell'oceano. Il primo impatto è lievemente traumatico, dato che hai l'impressione di non poter respirare. Allora cerchi di muoverti il più possibile per scaldarti e, in effetti, dopo un minuto o due ti rendi conto che non senti più il freddo, non senti più niente proprio. Ti tocchi e non ti senti. Allora è buffo uscire in mezzo agli altri studenti raggomitolati nelle loro giacche a vento e tu in costume, bello come il sole, ormai indifferente agli sbalzi di temperatura. Ci vuole un po' per recuperare la sensibilità, ma dopo un'oretta e una onesta pisciata, qualsiasi effetto collaterale scompare. Di solito. Tornando indietro abbiamo incontrato qualche foca, che intuisco come possa trovarsi bene in quelle acque.
Valentia Island l'abbiamo girata in bici, a caccia delle orme di uno dei primi anfibi che sia uscito dalle acque, circa 4 milioni di anni fa, quando l'Irlanda si trovava all'equatore. Le abbiamo trovate su di una scogliera dopo avere attraversato una certa quantità di campi, e lì un geologo francese a caccia delle stesse orme, e che parlava pure italiano, ci ha spiegato come il caldo dell'epoca e il tipo di sabbia abbiano permesso la conservazione di queste impronte per un periodo di lungo immenso come questo. E' il sito più antico d'Europa, e uno dei sei più antichi del mondo.
Abbiamo visitato qualche bel castello diroccato, che fa sempre sognare un poco. Molto carino.
C'è stata l'escursione sui monti (?), guidati dal director Colm, percorrendo terreni inzuppati d'acqua, lasciando dietro di noi laghetti, e ruscelli, e qualche palude. ASTO, MARTIN, Roberto e una balenottera tedesca hanno fatto il bagno in un laghetto, mentre le nuvole scendevano su di noi, tanto che il BOEEEERDIN pronunciava la fatidica frase: "sarebbe carino, se fosse estate". E così siamo tornati utilizzando cartina, bussola e GPS con queste due ore e mezzo di ritardo, anche a causa della balenottera che, scivolando su una roccia, si è procurata una distorsione alla caviglia. Molto simpatica, devo dire (questi tedeschi mi hanno stupito), ingegnere, sempre a spasso con fornitura illimitata di cibo, e il BOEEEERDIN non ha perso occasione per allegerirle lo zaino (che nel momento del bisogno ha cavallerescamente portato).
C'è stata la gita equestre del MARTIN, con Claire e la povera Estelle, rovinata per terra a causa del cavallo imbizzarrito, chissà perché... Eh, sì, il MARTIN perde il pelo, ma...
C'è stata la Drag Hunt, una specie di corsa di cani in mezzo ai campi che devono seguire l'odore dei vestiti sporchi, e del cibo, vinta dal cane del mio padrone di casa (e pacco pauroso tirato la sera al Pub).
Ci sono state le serate al Pub, a ingollare Guinness e a intrattenere relazioni sociali meglio se con rappresentanti del sesso opposto. E anche ad ascoltare buona Irish Music di svariati gruppi locali e improvvisazioni degli avventori su tema libero o solo voce. Ho visto usare violino, chitarra e tanti tipi di percussioni, tamburi stretti battuti sul bordo, due cucchiai tenuti in mano e battuti sulla gamba con un ritmo indiavolato. Anche se forse le serate senza musica sono state un po' più intime: senza tanta confusione, senza tanto rumore, si può familiarizzare più facilmente.

Devo dire che ho sofferto un po' la leggerezza dei rapporti. Certo, l'atmosfera è quella vaporosa della vacanza, e ogni 3-4 giorni c'è gente che va, che viene, che è lì da molto e si è fatta dei giri, o che è lì da poco e i giri se li vuole fare. Ci sono i wallpapers, i firefoxes, una lingua ancora un po' incartata, e i punti di riferimento sono vaghi e incerti: il pub dove stava Roberto, il post-office, la scuola... Eppure una certa profondità sono arrivato a sfiorarla, a toccarla con la punta delle dita, e mi ha messo voglia. Forse è anche un po' colpa mia, che sono partito con la sensazione che uno straniero potesse essere radicalmente diverso da me. Invece non è così, e sono felice di aver appreso una lezione sull'uguaglianza tra gli uomini. Conoscere l'inglese è potere, capacità di comunicare con il resto del mondo, e la comunicazione è vita. Non limitiamoci.


Vostro BOEEEERDIN

p.s. in appendice trovate la storia della Guinness raccontata da ASTO. Speriamo che qualche anima pia tragga ispirazione. E' moooolto interessante.


Appendice:


Guinness
The Irish beer


Oggi la Guinness è prodotta e bevuta in tutto il mondo ma St James's Gate nel cuore di Dublino
era il luogo dove Arthur Guinness iniziò l'avventura commerciale nel 1759.

Arthur Guinness dedicò il suo tempo a cercare il modo di produrre una birra scura, ma quando
l'ebbe trovato, decise che valeva la pena aspettare. Prese un rischio commerciale quando decise
di focalizzarsi nella produzione di una birra scura, ma la sua determinazione e la convizione lo ripagarono.

La prossima volta che starai gustandoti un bicchiere di Guinness, alza il bicchiere a quest'uomo.

Quando l'Arcivescovo di Cashel redisse il suo testamento, non potrebbe aver immaginato che un giorno
il suo figlioccio avrebbe usato la sua eredità di 100 sterline per fondare una dei più grandi imperi di produzione
della birra del mondo. Arthur ereditò i soldi all'età di 27 anni e affinò le sue abilità con una piccola fabbrica
di birra in Leixlip nel Co. Kildare. Quattro anni dopo parti per le brillanti luci di Dublino …
Arthur era una acuto e furbo imprenditore che non è stato mai in discussione. Già alcuni potrebbero dire che firmare
un contratto di affitto di 9000 anni nell'investire in una fabbricadi birra era un po' troppo.

Il successo non arrivò facilmente. Arthur combatte ogni passo della via per costruire il suo impero,
e innanzitutto per assicurarsi la più essenziale delle risorse naturali, l'acqua. Ad Arthur non gli mancavano
le energie o l'autostima sebbene questa particolare lotta durò 12 anni per vincere, vittoria che lui conquistò.
Al tempo Arthur partì da Dublino, c'erano 200 fabbriche di birra in Irlanda, e proprio 10 in St James's Street solo.
E queste erano tutte lì per una semplice ragione, l'accesso ad una pura e garantita fonte di acqua.

Arthur fondò una dinastia che controllò la fabbrica di birra per 227 anni.
Lui stesso fece qualcosa per la posterità essendo il padre di 21 bambini, sebbene solo 10 sopravvissero.
La sua discendenza si mostrò essa stessa essere prolifica, assicurando una stabile provvista di candidati per
il migliore lavoro, tutti i quali condivisero la filantropia, l'energia e la longevità.

Molte ragazze erano spinte dalle madri a trovare per se stesse un unomo GUINNESS e non significava
solo un uomo a cui piaceva bere la birra.
Arthur e i suoi successori stabilirono la paga 10-20% sopra la media locale e garantirono la pensione alle vedove,
davano la paga per le ferie, provvedevano all'assistenza medica gratuita, case, educazione e una moltitudine di
altri benefici, facendo del lavoro nella fabbrica di birra un buon partito. I lavoratori ricevevano gratuitamente
la scura GUINNESS ogni giorno, e negli eventi spiacevoli quando non volevano berla, essi potevano optare per ricevere
un'aggiunta "razione di birra" nella loro busta paga. in altra parole, essi erano pagati bene per fare una birra
che essi potevano bere e anche pagati bene per non bere la birra che erano già pagati bene per fare. Brillante.

Servono solo quattro ingredienti per iniziare il viaggio per fare la GUINNESS: orzo, acqua, luppolo, lievito.
Ci sono state anche speculazioni su un ingrediente segreto, o una tecnica particolare per fare la birra
gelosamente mantenuta segreta per fare la GUINNESS veramente unica e spiegare perché nessun altra birra scura
può rivaleggiare con la sua popolarità.

Alberto

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