Cesso Team, il ritorno (Bretagna e Normandia 2001)

Sono tornato a casa un sabato pomeriggio caldo e afoso e ho trovato la casa vuota... la famigliola è fuggita sui monti e mi ha lasciato solo a presidiare il castello, con i gatti, i criceti, le piante, il giardino e tutto il resto...
Tutta questa solitudine, dopo 15 giorni passati a strettissimo contatto con altre 5 persone, mi stordisce un po', ma ha qualcosa di piacevole...
Cercherò allora di raccontare questi giorni... impossibile ricordare tutto, sarà allora un buttare giù una lunga serie di impressioni e di riflessioni, assolutamente arbitrarie e personali, e magari non condivisibili... in effetti questo è un lavoro che faccio più per me che per il pubblico, per fare un po' il punto della situazione dopo l'ennesima avventura...

Il preludio
Il viaggio
Etretat e le falesie
Mont St-Michel
St. Malo
Carnac
I castelli della Loira
Varie ed eventuali


Il preludio :

Alcuni degli esponenti di spicco del Cesso Team, ASTO (alias Alberto Astolfi), BOEEEERDIN (alias Nicola Bertin), MARTIN (alias Marco Martini)e PETRUZ (alias Simone Petrin) (in rigoroso ordine alfabetico) si erano raccolti nel progettare una nuova avventura : un fantasmagorico tour della Bretagna senza un itinerario predeterminato, con solo due punti fissi, Mont St-Michel e i castelli della Loira (anche se è una meta così dannatamente turistica, che puoi andarci quando vuoi... vero, Paola ?). In seguito si aggiungono due nuovi componenti (colleghi del PETRUZ), JAGUAR e la Paola (ricordiamo che lo statuto del Cesso Team non consente di assegnare coglio-nominativi a nessuna 'roja... vero, presidente CAYMAN ?).

Chi conosce un po' la filosofia CESSO a questo punto strabuzzerà gli occhi : una 'roja che partecipa a un'avventura del Cesso Team ?
Ancora non è chiaro come ciò sia accaduto. Voci di corridoio parlano di accuse di cinismo che il Cesso Team ha voluto smentire, e di vane promesse da parte della 'roja di NON ROMPERE I COGLIONI.
Fatto sta che il gruppo rimarrà questo, dopo gli opportuni chiarimenti sul fatto che non sarà il Cesso Team ad adattarsi alle altrui esigenze...

La partenza avviene nei giorni difficili del G8. Ma per non tediare il lettore incolpevole, i miei commenti a questo proposito andranno su un'altra mail...

Il viaggio:

I nostri partano all'alba del giorno del Signore Domenica 22 luglio 2001, praticamente alle 10 del mattino. JAGUAR dimostra subito di meritare il coglio-nominativo (gli sarà affibbiato in 24 ore) dimostrando una sicurezza incrollabile in questioni che appaiono alquanto discutibili (come il costo della benzina, l'esigenza del modello 111, la distanza terra-sole di 7 anni-luce...) e presentandosi alla partenza di un viaggio di oltre 4000 km con il suo fiestone 1.3 16valvole con aria condizionata (che andrà per tutto il tempo). Per ulteriori delucidazioni sulla scelta del coglio-nominativo e sulle feline performance vi rimando al MARTIN (se avrà voglia e tempo)...
Fanno strada ASTO, BOEEEERDIN e MARTIN nella Punto del MARTIN, piena fino all'inverosimile, perché JAGUAR, quando guida, ha bisogno dallo specchietto centrale (meno male che lui segue)... Con JAGUAR viaggiano PETRUZ e la Paola, (il JAGUAR Team) che rimarranno al gancio per tutti i 4000 km, salvo quando tenteranno (inutilmente) di trovare uno dei numerosi campeggi in terra di Normandia...

Passato il confine, i nostri mollano l'autostrada e vanno per statali, incontrando svariate meraviglie, quali il laghetto di Chambery, le grotte poco dopo, Lyon al tramonto. Poco dopo ci sarà la prima cena all'aperto, in un luogo attrezzato molto tattico...
Tutta la Francia è molto verde, molto curata. E' proprio difficile trovare baracche, o edifici fatiscenti, zone squallide. Anche la casa più umile mantiene la sua dignità, tutto da' l'impressione di essere molto a misura d'uomo, anche se c'è da dire che loro hanno molto più spazio di noi...
Dopo la sosta abbiamo proseguito fino al mattino, alternandoci alla guida. Non è stato esattamente facilissimo perché le strade, anche se statali, non sono illuminate, e nemmeno molto larghe, e i francesi tendono a mettere molti cordoli, marciapiedi, paletti, anche in mezzo alla carreggiata.
BOEEEERDIN non ha esitato a proporre spettacolo, con svariati numeri e un paio di staccate al limite su due camion paracarro, inimicandosi tutta la lobby dei camionisti francesi. Passato Roanne, Moulins, Bourges, alle 4.44 del mattino eravamo fermi davanti alla meravigliosa cattedrale gotica di Chartres, con 4 torri, ognuna di diversa fattura.

Passati i 1000 km, il viaggio diventa bello, la macchina viaggia da sola. Se non fosse per la stanchezza, non ci fermeremmo più. Purtroppo al mattino siamo tutti alla frutta, e forse anche un poco più avanti. Comunque siamo arrivati a Deauville, nei pressi di Caen, Normandia. Piazziamo la tenda e via in spiaggia. Dopo pochi minuti il Cesso Team al completo si ritrova tra le braccia di Morfeo e così ASTO e BOEEEERDIN, che sottovalutano il sole normanno, si ustionano in varie parti del corpo.

Il giorno seguente i nostri si muovono lunga la costa in direzione Le Havre (se fate quella strada fermatevi a Honfleur), per raggiungere Etretat e le sue falesie. La falesia è una spaccatura di roccia verticale a picco sull'oceano, lunga e continua. In queste località hanno soggiornato moltissimi artisti, soprattutto impressionisti tra cui il caro Monet, che qui ha realizzato alcune delle sue opere migliori. In allegato ve ne mando un paio, che hanno per oggetto proprio Etretat. Purtroppo rendono solo in parte la bellezza selvaggia di questo luogo.
Abbiamo passato qui tutto il pomeriggio, seguendo la costa di falesia in falesia, finché non ne abbiamo trovato una che era attraversata da parte a parte da alcune grotte, alcune più basse, altre a picco sul mare. Uno spettacolo.
BOEEEERDIN, MARTIN e PETRUZ non hanno perso l'occasione di un tuffo dalla più bassa di queste, 4-5 metri e poi l'acqua gelata dell'oceano.

Il giorno successivo si fa fagotto e si riparte stavolta in direzione opposta, verso Ovest, sulle coste che videro lo sbarco alleato in Normandia. Numerosissime sono le testimonianze, monumenti, musei, carri armati, cannoni e così via. Siamo anche andati a vedere il cimitero americano, costruito per quei caduti i cui familiari non hanno chiesto di riavere la salma, o di quelli di cui non si conoscono le generalità. C'è una grandissima atmosfera di pace, in questi grandissimi prati verdi tagliati perfettamente, protetti da una cerchia di alberi, e dal mare su un lato, dove si trovano qualche migliaio di croci bianchissime, candide, ordinate a formare file in ogni direzione, orizzontale, verticale e diagonale. Avete presente il film "Salvate il soldato Ryan" ? Ecco, lì, dove si svolge la scena iniziale e finale...
Non so come spiegarmi, ma respiravo un'aria di malinconica serenità, come se il dolore di tutte quelle morti avesse avuto un senso, e trovassero in quel luogo il meritato riposo. Ho trovato una grandissima dignità in quel cimitero, e la cura quasi paranoica dei particolari esprime un grande senso di rispetto verso coloro che riposano, niente a che vedere con lo squallore che spesso vedo altrove, specie in Italia...
Prima di partire non mi interessava molto vedere le spiagge del D-Day, e in effetti non c'era molto da vedere. Ma mi ha fatto ricordare, capire, riflettere. Questo è ciò che scritto in un momento di solitudine che mi sono ritagliato quel giorno :
"Forse sarà il vento fresco della Normandia ma pensare di trovarmi nel luogo dove è stato sancito il mio diritto di vivere da uomo libero mi fa un po' rabbrividire.
Certo, ci sono tanti momenti che hanno segnato il corso della Storia, e ci sono tante altre persone che si sono sacrificate e cui dobbiamo rendere grazie.
Certo, la libertà di cui ci vantiamo è maliziosa, subdola, ipocrita, arrogante e ci rinchiude spesso dietro a una cortina di must cui fatichiamo a rinunciare. Eppure sento che oggi è importante essere qui, forse alla ricerca del vero me stesso, in un delirio di assoluta libertà. Non so neppure che giorno è oggi, non so esattamente dove mi trovo, non so dove dormirò stanotte o cosa farò domani.
Però so che oggi qui ricevo qualcosa, il dono di poter cercare e difendere la verità (o almeno parte di essa), il dono di vivere libero. Ed è un dono che mi sento chiamato a difendere. Per me libertà è..."

Il tramonto ci vede viaggiare verso la Bretagna. Tra campi sconfinati e un orizzonte lontanissimo, scorgiamo come un'eruzione del terreno, un brufolone sulla terra liscia di Francia: Mont St-Michel ci viene incontro.
Il campeggio è giusto a un paio di km dal monte, proprio dove comincia quella strada che ormai da un secolo collega Mont St-Michel alla terraferma, indifferente alle maree. Si vocifera che quella strada possa venire distrutta, per incrementare la magia del luogo (e il turismo connesso). Chissà...

E' giovedì quando i nostri fanno il loro ingresso nella cittadella: togli i turisti, i bar, i negozi, rimane un luogo incantato, assolutamente meraviglioso... La stradicciola si arrampica lungo le mura e le case antiche, trasformate ormai secondo le esigenze del turismo, fino a raggiungere l'abbazia... è talmente bella che sembra un castello. Visitandola abbiamo conosciuto Zaira, di Udine, che fa la guida ai turisti italiani, un autentico personaggio. PETRUZ dice di essersi fatto dare il numero di telefono, mentre pare che ASTO ricordi parola per parola tutto il suo discorso...
Il panorama è incredibile. Non tanto bello, quanto unico, DIVERSO. Con la marea bassa, la baia diventa un deserto di fango e sabbia, un deserto dai toni grigio-azzurri...
Abbiamo attraversato la baia a piedi nudi, 14 km tra andata e ritorno, e tutto intorno a noi un orizzonte lontanissimo, irraggiungibile, che faceva voglia di corrergli incontro e abbracciare tutto quello spettacolo con lo sguardo... nella pausa a Mont St-Michel, il top dei top, il tramonto, questa palla infuocata che scendeva lentamente su questo deserto e stormi immensi di gabbiani che invadevano il cielo... una volta liberatomi dalla diatriba con il JAGUAR sul fatto che il sole sia distante 7 anni-luce, sono rimasto lì a farmi svuotare completamente da quello spettacolo, con il pensiero che diventava soltanto immagine, il cuore emozione...

ASTO, MARTIN, PETRUZ e la Paola sono anche protagonisti di un'escursione a cavallo. Grazie al MARTIN, che fa imbizzarrire i poveri animali, ASTO ha la grande possibilità di dare prova delle sue doti atletiche, lanciandosi giù e atterrando di schiena...

In quei giorni abbiamo fatto tappa anche a St. Malo, antica fortezza covo di pirati. Anche qui troviamo due isolette che possono essere raggiunte a piedi durante la bassa marea. Nella prima si trova la tomba di Chateaubriand ("voglio riposare disturbato solo dal rumore del vento e del mare"). Qui BOEEEERDIN, JAGUAR e MARTIN combinano uno scherzetto... MARTIN finge di cadere da uno strapiombo. In realtà salta su uno scalino di roccia visibile solo dal bordo, ma il suo urlo è così terrificante che ASTO e PETRUZ rimangono sconvolti... sì, non sono scherzi da fare (infatti è stata un'idea di JAGUAR).
Mentre sale la marea, BOEEEERDIN e PETRUZ tentano l'avventura, guadando un braccio di mare e avanzando verso il fortino della seconda isoletta. Qui trovano un branco di scout simpatici e allegri (2 ragazzi e 5 ragazze). Per nulla al mondo vorrebbero andare via da là, ma la marea sale e il tempo che rimane per tornare indietro è ormai agli sgoccioli. Scendono a piedi nudi sulla costa rocciosa e si precipitano sul braccio di mare che li separa dalla prima isoletta, mentre la marea ha già iniziato il suo flusso. A pochi metri dalla meta il mare porta con sé le scarpe del BOEEEERDIN e del PETRUZ, lasciate incautamente a pochi metri dalla riva. Coraggiosamente, BOEEEERDIN si getta all'inseguimento, che riesce.
La sera, cena in città, Moules Frites (cozze alla marinara e patate fritte) e MARTIN si fa fare dalla dolce e bella Juliette un tatuaggio sul braccio. Infine musica dal vivo in locale tipico.

Domenica 29 luglio, breve escursione di BOEEEERDIN a Mont St-Michel per la messa, poi partenza verso il cuore della Bretagna, in direzione del parco naturale nei pressi di Brest. Attraversando paesi e villaggi si ha l'impressione di tornare indietro nel tempo, su quei luoghi che videro protagonisti re Artù e compagnia bella, l'ambientazione naturale per un gioco di ruolo. A Huelgoat, i nostri entrano nel parco vero e proprio, in un bosco che sembra veramente quello delle fate. La sera campeggio libero in un campo, con MARTIN e JAGUAR decidono di passare la notte sotto un tetto di stelle (mentre gli altri si riparano dall'umidità in tenda).
Il giorno successivo si parte alla volta della Pointe du Raz, appendice estrema della terra di Francia nell'oceano. Anche se ormai assuefatti alla Bellezza Pura, rimaniamo attoniti davanti a questo spettacolo grandioso, questa striscia di roccia che si getta nell'oceano, sferzata dal vento, e una lunga serie di isolette con relativo faro che sembrano voler prolungare questo tuffo...

In serata dietrofront, rotta verso est sud-est, direzione Carnac. Arriviamo al quinto campeggio (gli altri erano pieni) alle 10 passate. Ci rendiamo subito conto che qui è la fauna a essere interessante...
Carnac è famosa per i megaliti (i menhir, quelli di Obelix), che risalgono alle popolazioni primitive del periodo neolitico. Ma è soprattutto un luogo di villeggiatura. Ci sono giovani, l'acqua è calda, il centro pullula di locali. Dopo tanti km, decidiamo di prenderci un po' di riposo. Spiaggia, mare, occhiate a destra e a sinistra. E' subito l'occasione per la rivincita degli europei, scatta un Francia-Italia on the beach.
L'Italia schiera MARTIN, PETRUZ, JAGUAR e BOEEEERDIN. La Francia attacca subito con veemenza, ma è un predominio sterile, perché dietro si fa buona guardia, e la partita sembra equilibrata. Dopo pochi minuti, PETRUZ riceve un brutto colpo alla gamba, e deve uscire dal campo. Al suo posto entra ASTO. E' la svolta della partita:
Al centro del campo, ASTO è un gigante, assolutamente insuperabile, non passa né l'uomo, né il pallone. Sulla fascia JAGUAR fa un preziosissimo lavoro oscuro, macinando km su km. Al centro della difesa, MARTIN è un mastino, aggredisce gli avversari su ogni pallone. In avanti BOEEEERDIN fa il diavolo a quattro e semina il panico nella difesa transalpina, infilando la porta avversaria da ogni posizione (alla fine sarà marcato da tre uomini). Il finale non ha storia, Francia-Italia : 0-7. Gli europei sono riscattati. Olè!!!

La sera, in giro per locali, JAGUAR, ASTO e MARTIN ricevono attenzioni da parte di alcuni RAGAZZI... Insomma, tra le altre cose, Carnac pullula di CULATTONI. Io non ho niente contro di loro, ma se evitassero di ciucciarsi appassionatamente l'orecchio a meno di mezzo metro da me... sarei grato... L'ambiente comunque è piuttosto festaiolo... ci siamo divertiti. Tra una cosa e l'altra scopriamo che ai francesi piace molto Assisi (vero SCORZA ?...)

Siamo ormai agli sgoccioli e ancora non abbiamo visto castelli. Allora rotta per Amboise, dove ci concediamo lo sfrenato lusso di una notte all'hotel "Le chanteloup". Qui MARTIN, BOEEEERDIN e ASTO in una stanza approfittano per una bella doccia calda. Nell'altra stanza il JAGUAR Team, ormai completamente "giaguarizzato", non riesce a capire come l'acqua calda si possa aprire...
Prima della nanna i nostri si concedono una capatina notturna al castello, distante giusto un paio di km. Il JAGUAR Team, clamorosamente, decide di rientrare da solo, mentre gli altri rimangono a godersi il panorama. Rientrati con calma in albergo, ASTO, BOEEEERDIN e MARTIN debbono constatare che il resto della truppa è disperso. Una buona mezz'ora più tardi, il JAGUAR Team riesce fortunosamente a rientrare alla base...
BOEEEERDIN passa una simpatica nottata (rimpiangerà amaramente la tenda) in letto matrimoniale con ASTO. Quando ASTO si gira... bè, potete immaginare cosa succede al materasso quando ASTO si gira... In compenso anche PETRUZ (mal comune mezzo gaudio) passa la notte nello stesso letto con JAGUAR che si girerà in continuazione.

La mattina dritti al castello di Amboise, dove è morto Leonardo Da Vinci. Poi Chenonceaux e infine Chambord. Cosa dire dei castelli ? Dopo tutte le cose meravigliose che abbiamo visto riusciamo ancora a stupirci. Chenonceaux gareggia per essere il più bello, dato che è costruito su di un fiume. Chambord è sicuramente il più grande, e il suo è il più grande parco chiuso d'Europa (32 km di mura). Chicca di Chambord è lo scalone a doppia elica (attribuito a Leonardo). Inoltre su una delle colonne troviamo incisa la scritta "BERTIN", il borghese-nominativo del BOEEEERDIN. Sarà un segno del destino ?
Da qui rotta verso casa, per l'itinerario dell'andata, in una notte di prodigiosa luna piena, che fa capolino tra le nuvole gonfie di pioggia. Nella macchina del JAGUAR, incredibilmente, è la sola Paola a tenere duro, nonostante i caffè e la coca. Durante tutta la vacanza, BOEEEERDIN e PETRUZ si sono disputati la leadership nella "ronfata in macchina". Ma probabilmente PETRUZ rimane irraggiungibile.
Sabato 4 agosto, verso le 14.30, i nostri giungono in quel di Padova. I conti dicono che BOEEEERDIN è riuscito a farsi tutti i 14 giorni, viaggio e spesa compresa, con £ 700.000 tonde, tonde.

Varie ed eventuali:

Il caffettino : il JAGUAR Team (JAGUAR, PETRUZ e la Paola) per tutta la durata del viaggio ha continuamente sentito l'esigenza di 4-5 caffè al giorno. La necessità di trovare un bar aperto in ogni luogo e a ogni ora è diventata un po' il tormentone della vacanza, con le relative prese per il culo sugli effetti assolutamente nulli che questa smodata quantità di caffè ha prodotto sul JAGUAR Team (perennemente al gancio), a parte una certa perdita di tempo...

Gli orari : in Bretagna si passa il famoso meridiano di Greenwich. Inoltre la vicinanza dell'Oceano fa sì che il crepuscolo duri molto più a lungo che da noi. Ciò significa che la giornata è sfasata di un paio d'ore rispetto agli orari italiani, per cui risulta quasi sincronizzata con i nostri, e ciò ci ha permesso di non mangiare tutte le sere al buio...

Un'ultima considerazione, banale quanto volete. Fermandomi a guardare il cielo di Carnac ho pensato che le stelle e la luna sono le stesse che vedo dalla mia Padova... e ciò ha innescato qualche riflessione sul concetto di "casa"... e sul fatto che si vorrebbe più tornare... ma questa è un'altra storia...

Vostro BOEEEERDIN

1 commento:

lia ha detto...

Che belle esperienze...indimenticabili...Come ti invidio!!
Lia