La quarta dimensione

La quarta dimensione. Il dominio del tempo.
Che cosa curiosa tornare nella città natale con alcuni sacchi di questo prezioso elemento sulle spalle.
Mi muovo secondo l'ispirazione per casa e per le vie note e non, come un cane in libera uscita, fiutando, osservando, ascoltando, attento a possibili tracce emozionali, vecchie fotografie, ricordi, piccole bombe pronte ad esplodere.

Alcuni giorni fa sono stato al dipartimento di elettronica e informatica. Ho passeggiato lungo i corridoi, sbirciato in aula studio, mi sono fermato qualche minuto in un aula vuota.
Ho ritrovato i vetri sporchi, i muri spogli, l'odore del gesso misto a sudore, il contatto delle mani con i banchi di legno sempre più segnati, la lunga lavagna nera. Nel silenzio l'aria era ancora carica della vecchia tensione, dell'ansia che si aggrappa allo stomaco. Era tutto lì, incollato alle pareti come un antico incantesimo maligno.
Non sono scappato via. I fantasmi non hanno potere su di me, se non sono io a darglielo.

Ho fatto anche il giro dei parchi. Quanto mi mancava immergermi in questo mare di verde! E il vento fresco che dipinge dei colori dell'autunno le foglie degli alberi. I parchi mi raccontano di storie più serene, mi ci sento a casa, anche se non riconosco i volti delle persone intorno a me. Ci sono molte coppie con bambini, segno concreto che la vita è inarrestabile, nonostante l'inquinamento e la corruzione.
Sono andato a caccia di un parco dove sono stato una volta sola, ma abbastanza per fare l'esperienza di un bacio speciale, perché è stato il primo di una lunga serie. Ma, forse, era un parco di cartapesta, perché non l'ho trovato. Forse è stato inghiottito, o si è trasformato, durante l'evoluzione della città. O forse si è perso in un sogno, chissà.
Il profumo dei gelsi, nemmeno quello mi ricordavo.
Mi ricordo invece di lunghe serate estive in Prato, dolci e amare, al rumore dei bonghi. Immutata è la magia remota della Specola, silenzioso guardiano di Altri Tempi.
Assaggio goloso con i piedi nudi il tepore di questi giorni di sole, finché ce n'è.
M'incanto a guardare le foglie ingiallite correre per strada.

e i viaggi (con un minimo di avventura)

Nicola Bertin nasce, avventurosamene parlando, nell'estate del 1991 quando, seguendo l'impulso del Martin, si imbarca nell'impresa che segnerà per sempre il suo rapporto con l'Avventura: Il giro della Corsica in bicicletta. 18 giorni di fatica, di sole, di mare, di paesaggi mozzafiato, di pasta scotta senza sale, di discese a rotta di collo e salite stringendo i denti, che spero di avere un giorno il tempo di raccontare.

Dopo questo felice preludio il nostro rinnega la ricerca dell'avventura per dedicarsi inutilmente a quella della gnocca. Vengono quindi battute le spiagge di mezza europa, Jesolo, Rimini, Barcellona, Parenzo, fino a quando nel marzo 1997, nella natia Padova, non comincia la storia con Fabiola. Appagato nella carne, ma tarpato nelle ali dello spirito, seguono una serie di simpatiche vacanze marine (Jesolo, Croazia, Toscana, Marche, Puglia) fino al 2000, quando la storia finisce.
Degni di nota sono nel 1993 il campeggio libero a Bibione con Asto, Paolo, Gianlu e Cecca, e il ritorno avventuroso dal primo viaggio a Barcellona con il Martin e mio fratello.

Con il cuore e lo spirito liberi il 2001 è un anno esplosivo: si parte con il Capodanno a Praga, con Asto e Frenk, Gianlu e Laura e il fido Martin. Si passa poi allo sportivissimo weekend al Parco dell'Orecchiella in Garfagnana con il Martin, il Petroz e il Cayman (vedi
Noi, uomini duri (Garfagnana 2001) ). C'è poi il Fandango sopra il lago di Como, assolutamente da ricordare, con Olo, Cayman e il Martin. In estate, con Asto(n) Martin e il Jaguar Team i 4000 km nel Nord della Francia (vedi Cesso Team, il ritorno (Bretagna e Normandia 2001) ).

Il 2002 è un anno importante, dopo 9 anni di studio, lavoro, gruppi e animazioni varie finalmente arriva la laurea. Un occasione buona per mettersi finalmente a imparare l'inglese (vedi Celtic Cesso Team: the animal farm (Irlanda 2002) ).
Come premio poi per la laurea, ma anche per sfuggire all'angoscia del non-lavoro, all'inizio del 2003 c'è poi il famoso viaggio in Costarica con il Petroz (vedi e il Costarica (gennaio - febbraio 2003) ), che segna sicuramente un passaggio importante.
L'estate poi, con il lavoro appena trovato e gli ultimi soldi prelevati dal conto in banca appena chiuso c'è, sull'onda nella nostalgia della Corsica, in viaggio in solitaria in Sardegna, ancora in bici (vedi e la Sardegna in bici (Agosto 2003) ).

Il 2004 è l'anno di una nuova storia, dalla cena del corso d'inglese compare Ingrid, che però, facendo il medico, lascia - apparentemente - spazio al nostro eroe. L'estate, insieme a Gianlu, Riccio e Raffa, il nostro va in moto a trovare Andreas ad Atene, avendo così modo di assistere alle Olimpiadi e a diversi spettacoli del panorama greco.
Nostalgico del Costarica e con la donna senza ferie, il nostro ne approfitta per fare un giretto in Madagascar con il Petroz e il Martin (vedi e il Madagascar (Capodanno 2005) )
Alla fine di giugno è ancora tempo di Sardegna con Ingrid, stavolta a cavallo della mitica KLE 500.

Nel 2006 l'amore porta il nostro per la prima volta in Sicilia in compagnia di Simone. Il 2007 si riparte in moto con Daniela destinazione Francia, Avignone, Provenza, Costa azzurra, Gorge du Verdon.
Il 2008 è l'anno del cambiamento, dopo l'incidente in moto la Red Donkey porta Daniela e il nostro in Croazia, Montenegro e infine la spiritualità di Medjugorje.

Il 2009 è un anno di sofferenza, di preparazione e di lavoro interiore di fronte alle enormi sfide che lo aspettano. Il 2010 infatti il mitico, accompagnato prima da Mauro e Matteo, e poi dai fratelli, mette sotto le ruote della Red Donkey quasi 20.000 km, dall'Italia fino alla Mongolia e ritorno, ne il Mongol rally 2010.

Da questa esperienza incredibile, durissima e fantasmagorica il nostro prende la decisione di affrontare l'avventura delle avventure. Lascia casa, lavoro e amici e parte da solo con un biglietto di sola andata per la Nuova Zelanda.
Dopo 3 mesi è il momento di spostarsi in Australia e poi verso il Sud Est Asiatico per un anno esatto di mirabolanti avventure che lo porteranno a trovare l'attuale sistemazione a Tenerife.

The Australasian

Cos'é l'Australasian ? Una malattia contagiosa, un'assicurazione di viaggio ?
Dopo la Nuova Zelanda l'avventura di Nicola Bertin prosegue su The Australasian.

Living in New Zealand

Nicola Bertin se n'è andato. In Nuova Zelanda. Ma la notizia vera è che NON c'è una data di ritorno.
Il 19 aprile, per soddisfare l'immigrazione neozelandese, c'è un biglietto d'aereo con destinazione Sidney. Fino al 18 febbraio, a partire da domani, c'è il corso d'inglese alla Worldwide english school.
Non c'è altro, solo una lunga pagina bianca da riempire, il mare sconfinato e aperto della libertà da attraversare.
I motivi sono gli stessi del Mongol Rally, il desiderio profondo di un miglioramento personale, di affrontare le proprie paure, sentirsi un cittadino del mondo, imparare ad ascoltarsi e a conoscere i propri desideri.
Il Mongol Rally, nella sua durezza e nella sua bellezza, è servito a capire quanto ho bisogno di imparare ad occuparmi di me stesso, dei miei desideri, dei miei limiti, e che va fatto subito, qui e ora, senza indugiare.
Così ho mollato tutto e sono arrivato a Auckland.
La cosa straordinaria del viaggiare è che incontri persone come te, persone con la pelle di un altro colore o con gli occhi di un altro taglio che cercano cose simili alle tue e provano sentimenti che assomigliano ai tuoi e ti chiedi com'è possibile che i tuoi nonni con i suoi nonni abbiano cercato di ammazzarsi a vicenda.
E' solo stando a casa a guardare la TV, che alimenta le paure e le differenze, che capisco come questo sia stato e sia ancora possibile.
Ma intanto prendo la mia penna e cerco di scrivere la mia storia, che sia intarsiata da fili d'oro e d'argento.

e il Mongol Rally 2010

Nicola Bertin si imbarca nel Mongol Rally.
Un'avventura seria, di quelle che ci deve perdere un sacco di tempo a prepararle.
Con la mitica Punto, per un mese andrò a spasso attraverso mezzo mondo.
Balcani, Turchia, Georgia, Azerbaigian, Turkmenistan, Uzbekistan, Kazakistan, Russia e, infine, Mongolia.
Come al solito, il fascino dell'avventura.
Ma stavolta c'è qualcosa di più.
Consapevolezza.
Voglia di mettersi in gioco, di affrontare le proprie paure.
Di togliere alla mente l'illusione del controllo, abbandonarsi allo scorrere della Vita.
Ci sono 2 anni di percorso dietro questo viaggio.
Può voler dire poco, perché l'uomo vecchio è sempre in agguato, ma ho grande fiducia.
E, comunque, non ci sono altre strade.
Se vuoi metterti in gioco, devi metterti nelle condizioni di metterti gioco.
Crearti le difficoltà da affrontare, prepararti.
Poi, forse, non avrò il coraggio. Forse non ce la farò tutte le volte.
Ma non è stando a casa, nei recinti che conosco a memoria, che farò di me una persona migliore.
Se vuoi darmi una mano, prega per me, che questo viaggio sia una potente occasione di crescita e di cambiamento.

Buon viaggio.
Buona vita.

Fin che la barca va

Una volta ho letto da qualche parte che, per superare la depressione, occorre fissarsi dei piccoli obiettivi. Obiettivi a piccolo e medio raggio, carote in grado di farci correre senza gonfiarci di aspettative poi troppo frequentemente deluse.

Ho letto poi un intervista a Gelindo Bordin, o un altro grande fondista che non ricordo, il quale faceva 20 km di corsa belli tirati tutte le mattine e gli chiedevano come faceva. E anche lui ad attaccare con la storia dei piccoli obiettivi, ai 5 minuti arrivare al ponte, ai 10 alla svolta e, come direbbe il Petroz, via dicendo.

Mi sono detto: vuoi vedere che questa dei piccoli obiettivi è una regola generale che funziona sempre ?

Allora l'ho provata anch'io, all'università, nel lavoro, ed ho visto che funziona.

E' una regola un po' faticosa, perché richiede di calare i sogni nella realtà di tutti i giorni, richiede organizzazione, richiede costanza.

I risultati, però, si vedono, e non tanto in quanto al risultato pratico in sè stesso, che pure arriva, ma in quanto a soddisfazione personale, ad autostima, alla sensazione di riuscire a plasmare quella sostanza sfuggente e multiforme che chiamiamo realtà.



A me è cara l'immagine di una persona in barca in mezzo al mare e senza mappa anzi, con decine e decine di mappe, senza sapere se una di quelle è giusta.

Di notte è bello sognare e cercare la nostra direzione tra le stelle, ma di giorno occorre tenere gli occhi aperti e muoversi da isola a isola pur muovendosi verso una meta, perché non sappiamo cosa c'è oltre l'orizzonte, se una tempesta, o l'isola del tesoro, o i pirati, o quali venti incontreremo. Non sappiamo quale direzione dovremo prendere per navigare in acque tranquille, per cui il vero tesoro non può essere in un luogo o in un obiettivo, ma nella qualità del viaggio.

Fin che la barca va.


barca in mezzo al mare

e l'informatica

Nicola Bertin, a farla breve, è Responsabile Sviluppo in CNB, e in quanto tale la sua funzione principale è seguire il ciclo di vita di progetti di soluzioni software web-based, a partire dalla progettazione, all'analisi dei costi, alla gestione della comunicazione tra i partecipanti al progetto (sviluppatori, analisti, sistemisti, grafici, commerciali, clienti e utenti finali), al problem solving.
Secondariamente, Nicola Bertin coltiva le sue due passioni professionali:
1) la vecchia passione dell'università che è la programmazione avanzata (web services, librerie di classi, xml, caching, ottimizzazione del codice) in vb.net.
2) la nuova passione per il SEO, ovvero l'ottimizzazione delle applicazioni web per i motori di ricerca, che tutto sommato non è altro che fare cultura della comunicazione web.

La sua storia "professionale" invece è questa.
Nicola Bertin comincia a "lavorare" a 8 anni come cassiere nel negozio di frutta e verdura del padre. Continuerà a collaborare con l'azienda familiare fino all'università, facendo esperienza del mondo del commercio, del lavoro, del sacrificio.
A quest'epoca risale uno dei tesori più preziosi della sua infanzia, il ricordo delle castagne cucinate all'aperto davanti al fuoco, quando gli autunni erano ancora freddi, e la danza della fiamma incantava i suoi occhi e il suo cuore da bambino.
Dopo il liceo scientifico si è mantenuto all'università facendo diversi lavori, pizzaiolo, pony express, ripetizioni e consulenze informatiche.
Nel 2003, dopo la sudatissima laurea in Ingegneria Infomatica, e dopo la deludente ma comunque formativa esperienza come sviluppatore di EvoluzioneWeb, entra in Cnb.
Alla fine dell'anno assume il suo attuale ruolo di Responsabile.